L’Isola della Musica Italiana

Mario Crispi

Arenaria

Preferito

di: Rosario Pantaleo

Non siamo più abituati ai suoni proposti da Mario Crispi, che in “Arenaria” – il suo ultimo lavoro – ci accompagna in terre sonore sconosciute o, comunque, poco frequentate. “Arenaria” non è un album facile, così come non lo era il suo predecessore “Soffi”, così come non è facile porsi nell’ottica dell’artista siciliano che, da sempre, predilige la ricerca al facile approccio con la musica. Un lavoro proposto da Crispi, in veste solista oppure con gli Agricantus, richiede attenzione, meditazione, dedizione perché la musica, passata attraverso le intuizione del musicista palermitano non sono mai banali bensì un’esperienza sonora e culturale. Il suo non è solo un prodotto artistico, gradevole o meno, ma il risultato di una ricerca profonda nelle proprie radici ed anche nella necessità di trasformare queste radici in qualcosa di intelligibile, di condivisibile, anche con coloro che sono lontani dai suoni e dalla cultura proposti da Crispi. E così come ben aveva impressionato “Soffi” anche “Arenaria” lascia il segno trasportando l’ascoltatore, consapevole o meno, in un mondo pieno di suggestive fantasie, mai fini a se stesse ma profondamente radicate nella tradizione e nel passato della “terra madre”. Un album coraggioso “Arenaria”, un album che interroga chi lo ascolterà circa il senso di una ricerca spesso non compresa, talvolta giudicata snob, eppure necessaria ed importante per il mantenimento e per la diffusione di una cultura che aiuta ad osservare quanto ci unisce rispetto a quanto ci divide rispetto ad altre culture. Magari quelle a noi più prossime…

http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/arenaria/