Beat Bop a Lula

Mario Crispi

Arenaria

Suono Records, 2009
Autore  Francesca Grispello (del 18/02/2010 alle 07:00:00)
Ascoltare Arenaria, il nuovo disco di Mario Crispi è un dolce abbandono notturno. Il polistrumentista siciliano, noto per essere uno dei fondatori degli Agricantus, si cimenta nel secondo album solista dopo Soffi del 2000. Arenaria racconta il metodo e l'animo della ricerca dell'artista che, per registrazioni e influenze mediterranee, fonde con grazia la storia della sua terra, le esperienze dei suoi viaggi e la tecnologia.
Arenaria racconta il suono di una terra, e non è retorica, ma l'artista con una attrezzatura minima ha registrato i suoi brani in vari luoghi della trinacria, crocevia di culture. Le Grotte della Grufa, la Tomba del Principe, il Palazzo Mineo, Alcara Li Fusi, sono solo una parte delle location che Mario Crispi coinvolge per la carica acustica e ancestrale.
Il disco si apre con Calae sono le ore 4.12 del mattino al mercato ittico di Palermo e ci immaginiamo l'odore e i gesti che si ripetono sempre uguali nel ritmo del lavoro, della vita e della morte dei giorni e del dialetto. Il cunto palermitano, strumenti come il dudukarmeno, capace di riprodurre il canto dei carrettieri di Bagheria che scopriamo in Carritterae non solo. Violino, sinth, fiati, voci, percussioni, tamburi ed elettronica creano incastri ritmici che conducono l'ascoltatore in un ambiente onirico lieve e suggestivo.
Complici essenziali sono Salvatore Bonafede, Maurizio Curcio, Massimo Laguardia, Giuseppe Lomeo e un brano improvvisato con il collettivo musicale FolkLab. 13 tracce da scoprire per le sedimentazioni che l'arenaria stessa contiene.